ORO ALL'ITALIA DI FORCONE, BOCCIA E DONATONE - 27/01/2015

Prima vittoria a Lione dal 1997, in una nale di emozione, eccellenza e coraggio.

In diciotto anni si diventa grandi: talmente grandi da poter ripetere le imprese dei padri, vestendole di contemporaneità e spruzzandole di quella splendida incoscienza senza la quale il sapore del traguardo sarebbe quasi di metallo.

Un podio sudato, desiderato, preparato in lunghi mesi di allenamenti lontano da casa e dagli aetti più cari; loro, ragazzi mediterranei tra la nebbia padana, che ti ammolla perno i pensieri.

Terzi all'edizione 2013 con Lucca Cantarin e i fratelli Boccia, il Club Coupe du Monde de la Pâtisserie - Sezione Italia ha dimostrato che dopo i primi due numeri c'é davvero quello perfetto, in grado di vestirsi con l'oro.

Tre sono infatti gli enfant-prodige della pasticceria, selezionati a Sigep 2014 ed allenati in CAST Alimenti: Emmanuele Forcone, capitano, zucchero artistico ed entremet al cioccolato; Francesco Boccia, di ritorno a Lione con il cioccolato scolpito e il dolce al piatto; Fabrizio Donatone, ghiaccio artistico e torta gelato.

E tre sono anche i grandi Maestri che li hanno accompagnati e guidati in questa avventura: il celebre Iginio Massari, prezioso, insostituibile consigliere, che ha voluto restare un poco nell'ombra perché in giuria al concorso; il fantastico Gino Fabbri, Presidente del Club, occhio chirurgico e cuore emiliano; il moderato ed esperto Alessandro Dalmasso, allenatore e già avvezzo ai podi lionesi.

Il tema è la storia di Peter Pan, capace di farci tornare bambini (il dolce è il primo sapore che si prova nella vita) e d'illuderci che possa durare per sempre.

Si parte alla grande, secondo giorno di una competizione che ha visto molte nuove nazioni e alcuni grandi avversari; c'è molta concentrazione nei nostri, malgrado gli spalti risuonino come al Maracanà.

Gli assaggi italiani sono stupendi e strappano sorrisi soddisfatti, i piatti ritornano vuoti: la torta-orologio ha un taglio perfetto, stupisce la tecnica del gelato, le statue prendono forma.

C'è un bel brulicare di giacche giurate al box numero 9, mentre i ragazzi rispondono, costruendo il loro futuro in cioccolato, zucchero e ghiaccio.

Ma l'Italia ha sempre in serbo un colpo nel cuore ed eccolo, il caldo inngardo, che fa crollare la testa di cioccolato e distrugge una parte di statua: Peter Pan si rompe e sbriciola i dodici dolci al piatto, dodici maniche e uncini quasi pronti per andare all'assaggio. Gli spalti ammutoliscono, il Giappone minimalmente sogghigna (arriverà poi secondo, davanti agli USA).

Forse è ormai persa la gara e la voglia di continuare sogni e lavori...



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